Cosa ci sta insegnando il Coronavirus

La mia amica Stefania Manca (spero di poterla definire così) oggi mi ha proposto un’esercizio di riflessione molto interessante:
 

Per chi ha voglia di condividere: quali sono le cose che per adesso avete imparato o capito in positivo e in negativo su voi stessi e gli altri durante questa crisi?

Ecco la mia risposta.

In negativo: appena rimosso il “tran tran” quotidiano consolidato è emersa una quantità di vuoto notevole. Quindi ne ho dedotto che molte delle mie quotidiane occupazioni servono più a “tenermi impegnato” che a produrre qualcosa.
 
Per quando riguarda gli Italiani miei concittadini non mi ha stupito la loro cattiveria (gli avvenimenti di quest’ultima legislatura avevano lasciato chiaro già tutto), mi ha colto invece impreparato l’entusiasmo per la dittatura, per l’esercito in strada, non solo a destra (ovvio), ma anche a sinistra (meno ovvio).
 
Questo entusiasmo -a mio parere- è strettamente legato a un bisogno imponente di delegare e di non pensare mai con la propria testa, di non prendersi mai le responsabilità, al grido di “adesso non è il momento di pensare”. Credo invece sia il momento migliore per pensare, anche perché le dinamiche “malate” della nostra società non sono mai state evidenti e disvelate come in questo momento, quindi analizzarle non è mai stato così facile.
 
In positivo: appena rimosso il “tran tran” quotidiano le cose davvero importanti sono emerse in tutta la loro chiarezza. Ora dedico il mio tempo praticamente solo a quelle -i miei studenti in primis- a quelle che sono cariche di senso [tra cui, non ultimo, occuparmi della mia salute (*)], trascurando scientemente il “rumore di fondo”. Ho anche scoperto di avere una quantità di energia che non pensavo assolutamente di avere, “sequestrata” dalle menate. Ora che la voce delle “menate” tace, sento di poterle incanalare alla costruzione di qualcosa di positivo.
 
(*) = forse anche altri hanno avuto questa reazione, ed è per quello che avete visto tanti runners in giro, e non perché sia stato “vietato” il correre. è solo un’ipotesi, eh.
 
https://www.youtube.com/watch?v=KwQ_BqUCB4E
 
“E’ la musica, la musica ribelle
che ti entra nelle ossa
che ti vibra nella pelle
che ti dice di uscire
che ti urla di cambiare
di mollare le menate
e di metterti a lottare”
 
E. Finardi – “Musica Ribelle” – 1976
mi

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