La vera lingua del Messico

Avendo un rapporto più che trentennale con lo Spagnolo (e avendo in tempi più recenti anche il Portoghese), mi sono sempre sentito in qualche modo “a casa” in tutti i paesi dell’America Latina sia del Sud che del Nord, come il Messico.

Questa sensazione era causata, come ebbi modo di riflettere durante un breve viaggio a Zagabria attorno al 2005, al fatto di comprendere bene la lingua, il valore della moneta e conoscere le tradizioni culinarie. Con quelle tre “coordinate” uno si crea nella mente l’illusione di “conoscere un paese” (se è abbastanza temerario, persino di “conoscere un popolo”). Infatti, la cosa strana, era che in Croazia -non capendo un’acca di Croato e non sapendo assolutamente il valore della Kuna- mi ero sentito davvero un pesce fuor d’acqua.

Ma in realtà la mia “conoscenza” era una mera illusione. E il primo elemento che mise in discussione le mie temerarie convinzioni fu la visita al Museo di Antropologia di Città del Messico, in quello stesso anno. Venire a contatto di colpo con una cultura millenaria, in un paese che avevo sempre considerato “ispanico”, era spiazzante. Avrei capito solo con successive esperienze che esisteva una relazione diretta tra la ricchezza della cultura culinaria e l’antichità delle radici culturali di un paese (per questo la cucina Messicana e Peruviana sono tra le più ricche di quel pezzo di mondo che ho visitato).

L’illusione di conoscere quel continente era creata dalla lingua. Immaginare che la vera lingua di quel paese fosse lontana dallo Spagnolo tanto quanto Tenochtitlán dista da Madrid mi era impossibile. Ma questa mattina, grazie a una segnalazione, mi sono imbattuto in una serie di disegni animati che aiutano parecchio a colmare quel “GAP”, basta ricordarsi di cliccare su “CC” per attivare i sottotitoli e poi potrete godervi il suono della VERA lingua del Messico:

https://68voces.mx/maya-la-ultima-danza

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