Pessime notizie per la libertà

CATTIVE NOTIZIE

Ci stanno arrivando, e nemmeno troppo lentamente. Nonostante gli sforzi delle organizzazioni per i Diritti Umani (Amnesty International sopra tutte), nonostante l’attenzione di validissime giornaliste d’inchiesta. [La nostra Stefania Maurizi, ha recentemente ha scritto un libro su di lui].

Ieri l’Alta Corte del Regno Unito ha accettato le ridicole rassicurazioni degli USA, che si sono impegnati a non sottoporre Assange al carcere duro “se non necessario“.

ESTRADARE IL TORTURATO PRESSO I SUOI TORTURATORI

La corte sembra essersi dimenticata che nel 2017 (solo 4 anni fa!) lo stesso governo, attraverso la CIA, aveva stilato un piano per assassinare illegalmente Assange fuori dal suolo degli Stati Uniti.

E pure sembra aver dimenticato come gli USA abbiano spiato Assange all’interno dell’Ambasciata dell’Ecuador, arrivando fino a costringere il presidente di un paese libero ad atterrare per poterne perquisire l’aereo alla ricerca di Assange, in totale aperta violazione del diritto internazionale.

Questo stato di perenne assedio, che dura da oltre 10 anni ha già causato danni psicologici gravi ad Assange, che soffre di varie patologie come dimostrato nel precedente passaggio legale.

La nuova decisione della Corte apre la strada a una rapida estradizione di Assange verso la casa dei suoi futuri assassini. Un po’ come se Pollicino fosse estradato a casa dell’Orco perché questi ha dichiarato che non farà più il cattivo.

Qui un articolo di Vincenzo Vita su Articolo 21.

Qui l’analisi del TIME (US) intitolata “Decisione storica per ragioni tutte sbagliate”

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