Olocausto e post modernità

Una piccola riflessione in occasione della giornata della memoria. Miguel Benasayag, brillante psichiatra e filosofo argentino, scrive ne “L’epoca delle passioni tristi” (Feltrinelli, 2003):

 

 

“All’epoca del mito del progresso […] ritenevamo che l’educazione e l’informazione avrebbero consentito di accedere gradualmente a quel regno dei lumi al quale aspirava Kant. Noi contemporanei siamo testimoni dell’infrangersi di quel sogno. L’educazione e l’accesso alla cultura non solo non bastano a proteggere l’umanità dalla barbarie ma, al contrario, hanno spesso consentito di esercitare una barbarie molto più grande ed efficace [1]. La seconda guerra mondiale l’ha dimostrato in maniera esemplare: conosciamo tutto l’orrore del genocidio “razionale” degli ebrei da parte dei nazisti. Ma purtroppo ce ne sono stati altri! La tratta degli schiavi, con la deportazione in massa e lo sterminio dei neri, la liquidazione degli Indiani del continente americano, il genocidio armeno… hanno avuto luogo prima della Shoah. Dopo, l’orrore evidentemente non è servito a farci dire “mai più”: al contrario, Hiroshima e Nagasaki hanno preceduto il genocidio condotto da Pol Pot, che ha avuto a sua volta luogo poco prima del dramma del Ruanda, eccetera. La lista è lunga, troppo lunga…”

 

Personalmente, trovo che questa sia la chiave di lettura più interessante dell’olocausto in cui mi sia finora imbattuto. Se Benasayag ha ragione, l’incapacità dell’occidente di “fare i conti” con questo aspetto razionale, scientifico e meccanicista dello sterminio, è l’errore imperdonabile che ha permesso l’affermarsi dell’ideologia economicista ed efficientista che domina la post-modernità.

In altre parole: la Shoah è terminata, ma la barbarie tecnologica nazista, che l’ha resa possibile, sopravvive. Al punto che, di quando in quando, essa riemerge negli episodi più terribili che hanno seguito la Shoah, dalla Cambogia al Rwanda.

[1] = “aziendalmente efficiente”, se pensiamo che fu portato a termine anche grazie alle macchine prodotte dall’IBM:

http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2001/02/10/Esteri/OLOCAUSTO-IBM-AIUTO-HITLER-A-IDENTIFICARE-EBREI_184400.php

https://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2001/03/11/ST701.html

http://www.ilportoritrovato.net/html/IBMegenocidio.html

https://www.tesionline.it/tesi/scienze-della-comunicazione/nazismo-e-grande-impresa-il-caso-ibm/20164

http://www.ecn.org/antifa/article/6504/libm-e-lolocausto

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